Pubblicato 7 Marzo 2022

Sognare il Futuro

Quando iniziai a muovere i primi passi, più o meno trent’anni fa, il mondo dell’informatica era al centro di un periodo di cambiamenti enormi, di cui tutti ignoravamo l’entità.
Computer a dimensione “personale” ed Internet diedero il via a un’ondata di innovazioni che avrebbero rimodellato il rapporto dell’umanità con la tecnologia, mentre la rivoluzione digitale creava nuove opportunità di lavoro a livello globale.

Oggi siamo di nuovo davanti ad una genesi in campo tecnologico.
Il mondo mette la testa fuori da una pandemia che negli ultimi due anni ci ha tolto molto; serenità, stili di vita e, in diversi casi, affetti.

Le decisioni che prendiamo oggi su come ripartire e dove concentrare le nostre risorse lasceranno il segno per i prossimi decenni.

Ed anche se la tecnologia avrà una profonda influenza sul futuro che costruiremo, credo sia fondamentale ricordare che l’innovazione non è di per sé buona o cattiva. L’impatto che avrà sarà dato dai valori e dalle intenzioni che metteremo al centro delle nostre azioni.

Ho sempre detto con convinzione che la tecnologia, arricchita dai valori delle persone, possa cambiare il mondo in meglio.
Credo che il vero scopo dell’innovazione sia migliorare la vita delle persone e questo mantra lo porto in ogni giornata lavorativa – spesso con fatica – per raggiungere tale obiettivo, mettendo l’uomo al centro di tutto ciò che faccio. Questo è il motivo per cui, insieme alle persone con cui collaboro, ci impegniamo profondamente nell’essere parte della soluzione al cambiamento: perché sappiamo che le persone possono beneficiare della tecnologia che creiamo solo in un ambiente in cui l’umanità può prosperare. Questo è il motivo per cui siamo così attenti all’accessibilità: perché crediamo che la tecnologia migliore dovrebbe essere per tutti.

Per gli stessi motivi, ho accolto con entusiasmo lo sviluppo di piccole applicazioni nel settore della salute, come microscopico impegno verso l’umanità. Mi ricorda quanto possa essere grande l’impatto della tecnologia anche nel salvare vite, quando, nel progettarla, mettiamo le persone al centro.

Credo che tutti abbiano il potenziale per innovare quando hanno accesso agli strumenti e le conoscenze giuste, e voglio aiutare sempre più persone a realizzare quel potenziale.
Per questo collaboro con Università, Associazioni e Circoli Culturali per far conoscere nuove tecnologie e nuovi metodi di creazione di applicazioni inoovative; ho creato una serie di corsi professionali ma mirati anche a chi non ha mai visto un computer “dall’altra parte dello schermo” ovvero trasmettere in un software le proprie idee e intuizioni; corsi che possono fornire agli aspiranti sviluppatori ed imprenditori, le competenze di coding necessarie per dar forma ai loro prodotti non solo tecnicamente ma anche nelle sensazioni, nell’espressività, le proprie visioni culturali tramite la grafica, le dinamiche d’uso dei programmi e la semplicità nell’uso quotidiano.

Dalle prime esperienze iniziali, il programma ha aiutato molti gli studenti a iniziare percorsi professionali e ad avviare imprese nel mondo informatico.
Abbiamo avviato programmi ed incubatori di idee in Paesi come il Camerun o l’Albania, dove nuove e culturalmente diverse generazioni stanno acquisendo le competenze che permetteranno anche a loro di fare la differenza.

Non è facile, di fronte a così tante sfide, mettere l’umanità al centro della tecnologia.

Ma se riusciremo in un intento così alto, le opportunità di ispirare il progresso e migliorare la vita delle persone saranno immense.
Credo fermamente che nuove menti, in qualsiasi posto del mondo, vogliano e possano farsi carico di intraprendere nuove ed innovative sfide in questo settore che non è più un ristretto, freddo e distaccato “mestiere”.